Riproviamo

Archiviato il venerdì, 18 gennaio 2008 in: sms

Ehm, non scrivo da fine agosto... non pensavo fosse passato tutto questo tempo! Be' con l'anno nuovo ci riprovo, magari riesco ad essere più costante. Le novità? A dire il vero non molte, continuo a lavorare in libreria e collaboro con una casa editrice per la quale faccio la correttrice di bozze e, occasionalmente, l'editor. Niente romanzi, solo manuali, almeno per ora. Ora però mi hanno dato da scrivere un libro di sana pianta, l'argomento non mi fa impazzire, ma il lavoro è lavoro, si tratta di un libro che raccoglie tutti gli SMS più belli o bizzarri raccolti per categoria. Non è che voi ne avete qualcuno sul vostro cellulare? Potrebbe finire nel mio libro! Aiutatemi

Surya

Suryella @ 09:54 | commenti: commenti (4)(popup)

Archiviato il martedì, 31 luglio 2007 in: qualcosa di me

 

 

Oggi ho ripreso a leggere

sono tornata a volare

Suryella @ 21:17 | commenti: commenti (6)(popup)

Maxence Fermine

Archiviato il lunedì, 30 luglio 2007 in:

 

 

Ciao a tutti, come vedete mi sono ripresa ed oggi ho esordito con ben tre post. In questo voglio presentarvi un libro bellissimo che ho letto qualche settimana fa. Si tratta di un libretto di poche pagine, ma vi assicuro che vale la pena di essere letto. Il titolo è Neve, l’autore non è Pamuk e neanche Ligabue (come sosteneva una mia collega), ma Fermine. L’ho preso quasi per caso in libreria e l’ho sfogliato perché me lo aveva chiesto un cliente. In un giorno di calma piatta l’ho ripreso e ho letto le prime pagine e non sono riuscita a smettere se non all’ultima. Che altro dire...
 
In un sito ho trovato la trama e dei bei passi, ve li riporto.
 
 
 
Trama
 
Yuko è un giovane poeta giapponese.
Nei suoi Haiku sa cantare solo lo splendore e la bianchezza della neve.
 
Soseki è un anziano pittore divenuto cieco.
Vive nel ricordo di un amore perduto.
 
Neve è una ragazza bellissima.
Il suo corpo giace per sempre tra i ghiacci.
 
A legare i loro destini, un filo,
disperatamente teso tra le cime di due montagna,
come sinbolo di un esercizio funambolico impossibile da eseguire.
 
Una favola senza tempo,
che parla al lettore di vita e di poesia,
di amore e di morte,
e di un fiocco di neve che cade leggero dal cielo.
 
 
Inizio 
 
 
...Yuko Akita aveva due passioni.
L’haiku.
E la neve.
 
L’haiku è un genere letterario giapponese. E’ una breve poesia di tre versi e diciassette sillabe. Non una di più.
 
La neve è una poesia , una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.
 
Ha un nome. un nome di un candore smagliante.
 
Neve...
 
 
Dal libro...
 
  “Padre,” disse il mattino del suo compleanno, in riva al fiume argentato, “voglio diventare poeta.”...
  ...”La poesia non è un mestiere. E’ un passatempo. Le poesie sono acqua che scorre. Come questo fiume.”
  “E’ esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre.”
 

 
  “Cos’è la poesia?” domandò il monaco.
  “E’ un mistero ineffabile” rispose Yuko.
  Un mattino, il rumore della brocca d’acqua che si spacca fa germogliare nella testa una goccia di poesia, risveglia l’animo e gli conferisce la sua bellezza. E’ il momento di dire l’indicibile. E’ il momento di viaggiare senza muoversi. E’ il momento di diventare poeti.
  Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un Haiku.
  Un mattino, ci si sveglia. E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per sbalordirsene.
  Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere.
 

La neve possiede cinque caratteristiche principali:
 
E’ bianca.
Congela la natura e la protegge.
Si trasforma continuamente.
E’ sdrucciolevole.
Si muta in acqua.
 
...
 
...Yuko, invece, nella sua compagna vedeva cinque caratteristiche diverse, che appagavano il suo talento artistico.
  “E’ bianca. Dunque è una poesia. Una poesia di una grande purezza.
  Congela la natura e la protegge. Dunque è una vernice. La più delicata vernice dell’inverno.
  Si trasforma continuamente. Dunque è una calligrafia. Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve.
  E’ sdrucciolevole. Dunque è una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo.
  Si muta in acqua. Dunque è una musica. In primavera trasfrma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche.”
 

 
  La giovane donna imprigionata sotto il ghiaccio sembrava fragile e tenera come un sogno. Il fulgore della sua chioma d’oro risplendeva come fiamma di torcia. Le sue palpebre, benchè chiuse, lasciavano trsparire il blu gelido degli occhi, come se l’usura del ghiaccio avesse reso diafana la tenue pelle che proteggeva lo sguardo. Il suo viso era bianco come la neve.
  Yuko la guardò in silenzio, soggiogato da tanta bellezza.
 

 
  Il primo giorno di lezione, vicino al fiume ancora immerso nell’alba, il vecchio Soseki chiese a Yuko di chiudere gli occhi e di immaginare il colore.
 
  “Il colore non è all’esterno. Esso è in noi. Solo la luce è fuori,” disse. “Cosa vedi?”
  “Nulla. Con gli occhi chiusi vedo solo del nero. Perchè, voi no?”
  “No,” rispose Soseki. “Io vedo ancora il blu delle rane e il giallo del cielo, chi è il più cieco tra noi due?”
 

 

Suryella @ 16:46 | commenti: commenti (8)(popup)

La poesia di Kincob

Archiviato il lunedì, 30 luglio 2007 in:

 

Damocle reloaded

I. (andata)

viveva un tempo in quel di siracusa
cotal damocle, noto adulatore,
che un dì si parò avanti al suo signore
a proferir in questa guisa: “musa

mia, quanti onor porta a chi lo usa,
il potere, ché invidia il servitore
crogiolarsene il tempo d’un bagliore.”
“così sia!”, e ordinò per quella scusa

banchetti e donne degni di un tiranno.
ma la gioia ha il periglio per tracollo,
così damocle, accorto dell’inganno:

“ohibò!”, esclamò, goduto e satollo:
“…dò FORFEIT!”, s’alzò lesto dallo scranno
quando vide la spada sopra al collo.



II. (ritorno)

si fè damocle indietro per dispetto:
tre elmi in capo, uno scudo e strafottente
chè il potere ha un EFFLUVIO persistente
se ronza in testa peggio d’un insetto.

ma il politico, uomo d’intelletto,
la lama tolse, non più sufficiente,
e un PACHIDERMA, s’inventò, PENDENTE
sopra al trono, lì giusto sotto al tetto.

“deh, comando!”, allor disse quel tapino
“invece muori!”, e come per d’incanto,
troncò con FORBICI, corda e destino.

rumor di gran fracasso fè lo schianto:
ecco damocle reso a spezzatino,
compatto come un LIBRO tanto quanto.

Suryella @ 16:33 | commenti: commenti (popup)

And the winner is...

Archiviato il lunedì, 30 luglio 2007 in:

Ragazzi, chiedo ancora mille volte scusa. Finalmente oggi ho avuto un attimo di tregua e mi sono messa davanti al pc a raccogliere tutte le vostre votazioni e a fare la media. Finalmente abbiamo un vincitore della seconda sfida letteraria, si tratta di...

!!Kincob!!

Alcuni numeri

avete partecipato in 20

avete votato in 17

non sempre chi ha partecipato ha votato

non sempre chi ha votato ha partecipato

il voto più basso 4,5

il più alto 10

Kincob ha vinto con una media di 8,08

Suryella @ 16:29 | commenti: commenti (3)(popup)

Sono viva

Archiviato il mercoledì, 11 luglio 2007 in: qualcosa di me

Scusate la lunghissima assenza. Volevo comunicarvi che sono viva e che va tutto bene. Potrei dirvi che si è guastato il pc, che un incidente che mi ha messo fuori uso le braccia, che è esplosa una bomba a casa ed è andato tutto distrutto, ma la verità è che ho avuto tanti di quegli impegni da non avere neanche il tempo di grattarmi la testa. Spero di darvi i risultati del concorso al più presto. Che altro... riprendo a lavorare, cercherò di non sparire più per tutto questo tempo!

 

Suryella @ 10:09 | commenti: commenti (7)(popup)

Due ore di sole!

Archiviato il domenica, 17 giugno 2007 in: qualcosa di me

Ieri finalmente mi sono concessa due ore di riposo. All'una (l'orario peggiore!) ho mollato tutto e sono andata a prendermi due ore di sole. Ero così stanca che mi sono subito addormentata. Alle 3, convinta di dover chiudere la finestra della mia camera perché c'era troppo corrente, apro gli occhi e mi ritrovo a mare. Ci ho messo qualche secondo per capire cos'era successo.

La stanchezza gioca brutti scherzi!

ps. Appena rientrata trovo una mail legata al lavoro editoriale. Nuove norme redazionali. Tutto da rifare. ESAURIMENTO. Sabato sera sono rimasta a casa a lavorare ed oggi mi sa che non posso uscire se non per andare in libreria. Non vedo l'ora di consegnare!

Suryella @ 07:43 | commenti: commenti (3)(popup)

sondaggio n° 4

Archiviato il giovedì, 14 giugno 2007 in: i miei folli sondaggi

Buongiorno a tutti, oggi c'è una bellissima giornata di sole, mi sento carica e pronta per iniziare un'altra giornata di duro lavoro. Mancano meno di 48 ore alla prima scadenza ufficiale del mio lavoro di editoria. Devo ancora correggere la bellezza di 18 comuni (se va bene impiego un'ora a comune), rivedere i vocabolario, la bibliografia e rileggere tutto per eliminare gli errori di distrazione e stanchezza. Ieri non ho fatto molto, ma oggi pomeriggio mi metto all'opera e non mi alzo finché non ho finito. Ora vado a prepararmi, altrimenti arrivo tardi in libreria... Ah, vi lascio un sondaggino, un po' triste, ma stamattina mi è venuto in mente solo questo.

Sondaggio: Qual è in assoluto il libro più brutto che avete letto (e perché) e che regalereste solo al vostro peggior nemico?

Suryella @ 06:33 | commenti: commenti (22)(popup)

Il duro lavoro dell'editoria...

Archiviato il martedì, 12 giugno 2007 in: qualcosa di me

Chi pensa che lavorare nel mondo dell'editoria sia tutto rose e fiori?

Vi ricordate il mio bellissimo lavoro in libreria? E l'altro mio bellissimo lavoro a progetto con una casa editrice? Bene! Sono sull'orlo di una crisi di nervi. E perché, vi chiederete, bene, ecco il problema.

Problema

Un giorno è formato da 24 ore. Surya ha un lavoro in libreria che la impegna 9 ore consecutive (una è di pausa, ma poco importa) al giorno. I suoi turni sono i seguenti: una settimana dalle 8.30 alle 17.30 e la settimana successiva dalle 17.00 alle 2.00 (di notte). Al suo secondo lavoro Surya dovrebbe dedicare almeno sei ore al giorno. A questo si sommano tre ore di scout e/o danza (alternate) quotidiane, 2 ore di spostamenti per raggiungere i suddetti luoghi di lavoro, almeno 1 ore e mezza di pulizia e "vestitizione"(!), più varie ed eventuali.

Domanda: Quando dorme Surya?

Risposta: Non ne ho idea.

Il lavoro mi piace un sacco ma, come dire, sono un po' stanca. Ora, ad esempio, sono appena tornata da una riunione scout dopo essere stata a lavoro e dal mio ragazzo che si è operato. Non ho ancora iniziato il lavoro di editoria e giorno 15, cioè prestissimo ho una scadenza improrogabile e sono ancora in mezzo a una strada... e forse mi danno anche un altro lavoro... voi che fareste?

 

Suryella @ 21:58 | commenti: commenti (13)(popup)

Dubbi e votazioni

Archiviato il lunedì, 11 giugno 2007 in: concorsi

Dubbi...

Ecco lo spazio per chiedere chiarimenti, dare suggerimenti ed esprimere i vostri giudizi.

...e votazioni

Suryella @ 11:17 | commenti: commenti (41)(popup)

Nuova sfida letteraria

Archiviato il lunedì, 11 giugno 2007 in: concorsi

premessa: visto che la seconda sfida letteraria è stata un fallimento (ha partecipato solo Sylvia, che ringrazio), ho deciso di cancellarla dal blog e di proporvene una nuova, che segue le orme della prima. Mi rendo conto che in effetti la seconda era troppo complessa e richiedeva del tempo che probabilmente non avevate a disposizione.

Sfida

Ritornando alla tradizione... dovete scrivere un racconto o una poesia (non eccessivamente lungo, non vi do il numero di battute ma spero che vi sappiate regolare) che presenti al suo interno le seguenti parole: libro, effluvio, pachiderma, forbici, pendente, forfait. Questa volta ho aperto a caso il vocabolario, tranne per la parola libro. Ne ho voluta mettere una facile. Spero che questa volta partecipiate numerosi! Ricordate di evidenziare le parole-chiave nel testo scrivendole in maiuscolo.

SEMPLICI REGOLE DEL CONCORSO

Il concorso parte oggi, 11 giugno 2007. I testi devono essere pubblicati in questo post entro il 30 giugno. Possono invece essere votati entro il 10 luglio in un altro post, che chiamerò dubbi e votazioni nel quale, oltre ai punteggi (chi preferisce li manda in pvt) scriverete tutti i dubbi. In questo post non aggiungete nulla oltre i racconti perché altrimenti non si capisce più niente!

Per decretare il vincitore si effettuerà il calcolo della media dei voti ricevuti. I votanti sono invitati a dare un punteggio al maggior numero possibile di racconti. Questa volta il punteggio va da 1 a 10.

Al momento sono stati pubblicati  19 scritti*

l'ultimo racconto  è di veritoday

l'ultima poesia è di utente anonimo

*in continuo aggiornamento

Suryella @ 11:15 | commenti: commenti (25)(popup)

Raymond Queneau -- Esercizi di stile

Archiviato il sabato, 09 giugno 2007 in: libri, raymond queneau

Sapete chi è Raymond Queneau? è uno scrittore francese vissuto nella prima metà del Novecento (1903-1976. è stato un importante redattore della famosa casa editrice francese Gallimard e, nonostante la laurea in filosofia, ha avuto sempre una grande passione per la matematica, la letteratura, la psicanalisi e la linguistica. Tutto questo lo notiamo nei suoi scritti. In questi giorni, come se già non avessi troppi libri a metà, ho iniziato (e finito) a leggere i suoi Esercizi di stile, una raccolta di novantanove piccoli racconti che sono sempre lo stesso racconto scritto sempre in maniera diversa. Cosa intendo dire? In sostanza Queneau prende un racconto banale e lo trasforma utilizzando per ogni versione uno stile, una figura retorica, un genere diverso. E così la stessa storia è raccontata in maniera nuova e inaspettata ogni volta. Naturalmente la traduzione di Umbero Eco è splendida. A tal proposito Eco dice: "Questi sono in fondo gli esercizi più traducibili, purché per 'tradurre' non si intenda cercar dei sinonimi (che per questi esercizi non esistono) in un'altra lingua: si tratta di compiere la stessa operazione su di un testo base italiano. Poiché infine Queneau non procede in modo meccanico, ma tiene un occhio, per così dire, anche alle esigenze dell'orecchio, il traduttore è abbastanza libero di fare qualche aggiustamento e di permettersi qualche malizia." 

So che così non avete capito un tubo del libro, quindi vi riporto qualche esempio:

Ecco il brano originale:

Sulla S, in un'ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito.” Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.

Ed eccone alcune varianti, uscite dalla fantasia di Queneau:

Sorprese
Com'eravamo schiacciati su quella piattaforma! E come non era ridicolo e vanesio quel ragazzo! E che ti fa? Non si mette a discutere con un poveretto che - sai la pretesa, il giovinastro! - lo avrebbe spinto? E non ti escogita niente po po' di meno che andar svelto a occupare un posto libero? Invece di lasciarlo a una signora! Due ore dopo, indovinate chi ti incontro davanti alla Gare Saint-Lazare? Ve la do a mille da indovinare! Ma proprio lui, il bellimbusto! Che si faceva dar consigli di moda! Da un amico! Stento ancora a crederci!

Litoti
Non s'era in pochi a spostarci. Un tale, al di qua della maturità, e che non sembrava un mostro d'intelligenza, borbottò per un poco con un signore che a lato si sarebbe comportato in modo improprio. Poi si astenne e rinunciò a restar in piedi. Non fu certo il giorno dopo che mi avvenne di rivederlo: non era solo e si occupava di moda.

Auditivo
Dringhete dranghete, sussultando, sbuffando e tossicchiando, ecco l'Esse che stride lungo il bordo sfrigolante del marciapiede, mentre le trombe d'oro del sole bemollizzano mezzogiorno. I pedoni, belanti come cornamuse, squittiscono nel salire scalpicciando. ...

Sonetto
Tanto gentile la vettura pare che va da Controscarpa a Ciamperretto che le genti gioiose a si pigiare vi van, e va con esse un giovinetto. ...

Ampolloso
Quando l'aurora dalle dita di rosa imparte i suoi colori al giorno che nasce, sul rapidissimo dardo che per le sinuose correnti dell'Esse falcatamente incede, grande d'aspetto e dagli occhi tondi come toro di Bisanzio, ...

Filosofico
Solo le grandi città possono esibire alla epoché fenomenologica l'essenzialità delle coincidenze temporali a basso tasso di entropia. Il filosofo, che talora ascende alla inessenzialità nomade e derisoria di un autobus della linea S, ...

Volgare
Aho! Annavo a magnà e te monto su quer bidone de la Esse - e 'an vedi? - nun me vado a incoccià con 'no stronzo con un collo cche pareva un cacciavite, e 'na trippa sur cappello? ...

Il libro è piccolino, lo si potrebbe leggere in un paio d'ore, ma va gustato e riletto e, perchè no, ci si può cimentare a fare lo stesso esercizio di Queneau con un nuovo racconto, anche solo con qualche figura retorica, giusto per vedere cosa viene fuori.

A me è piaciuto molto!

 

Suryella @ 08:36 | commenti: commenti (7)(popup)

Scusate la latitanza

Archiviato il mercoledì, 30 maggio 2007 in: libri, qualcosa di me, ildefonso falcones

La cattedrale del mare

Scusatemi se in questi giorni non ho scritto molto, ma il lavoro e gli altri impegni mi hanno preso tantissimo. Non sono neanche riuscita a finire il libro di Veronesi, quello che avevo iniziato, vi ricordate? Domenica ho avuto cinque minuti e ne ho iniziato un altro. Si chiama La cattedrale de mare. Voi vi chiederete: "e perché non hai continuato Veronesi?". Semplice, avevo dimenticato il libro a lavoro! Comunque questo promette davvero bene. E' un volumone di 650 pagine (chissà quando avrò tempo di finirlo), ma le prime 50 promettono molto bene. Il nome dell'autore è un po' complicato, per questo vi metto la copertina, spero sia abbastanza grande da renderlo leggibile. Che dirvi di queste poche pagine... l'inizio è molto forte, violento e angosciante (non è un thriller!). Mi veniva da piangere, volevo smettere di leggere ma non riuscivo a non andare avanti. Non so se vi è mai capitato. Poi la cosa bella è che l'ho comprato a scatola chiusa, senza leggerne la trama, ma affidandomi al miuo sesto senso. Così non vi dico neanche io di cosa parla. Se volete comprarlo provate a non indagare prima sulla trama. è bello quando un libro ci sorprende. Ah, dimenticavo, ho già trovato un refuso. è a pagina 25, ma non è molto evidente... se vi va potete provare a cercarlo, anche se non comprate il libro, basta sfogliarlo in libreria. Buona caccia e buona lettura!

Ok, il nome dell'autore non si legge bene, ve lo scrivo io: Ildefonso Falcones!

Suryella @ 23:29 | commenti: commenti (11)(popup)

Prima settimana in libreria

Archiviato il lunedì, 28 maggio 2007 in: qualcosa di me
Chi dice che lavorare in libreria è sempre facile e divertente?? In realtà è un bel lavoro ma dopo la prima settimana sono uscita un po’ provata. Diciamo che il turno di notte non è proprio una passeggiata. Dovete sapere che la libreria dove lavoro è aperta sino alle 2 di notte e ha regole molto rigide. E poi ancora non riesco a trovare tutti i libri che mi chiedono.
Poi ci resto malissimo quando un cliente mi chiede un libro che non andiamo. Io, quando ero dall’altra parte,non lo sopportavo. E quando qualcuno ti dice di un libro che ha letto, che probabilmente è l’unico che conosce: «Ma come signorina, non l’ha letto?» mi vergogno troppo.
Però certe scene sono esilaranti. C’è gente che entra e chiede:«Mi scusi, vendete libri?» e poi si rende conto di essere circondata da volumi di tutti i colori e dimensioni. Oppure: «Buongiorno, vorrei un libro» e io «Sì, mi sa dire autore o titolo?» e il cliente: «Non saprei, vorrei solo un libro».
Poi ci sono i pazzi che spuntano ogni sera, puntuali come un orologio svizzero:
*      Il Poeta: un vecchietto vestito bene che entra sempre con un gelato al cioccolato in mano, che sostiene di essere stato un conte o un barone e che ha fatto e fa innamorare tutte le donne, di tutte le età di lui. Naturalmente sostiene di essere stato un poeta, ma – guarda caso – ogni giorno dimentica le sue famigerate poesie a casa. Io sono stata soprannominata “Giulia la misteriosa”. Perché? Perché ancora non ha capito che mi chiamo Surya e perché tanti anni fa dice di aver scritto un racconto ambientato su una barca da crociera in cui la protagonista si chiamava così.
*      Aquila the king: questo tizio si fa proprio chiamare così, aquila the king. Spunta ogni sera e resta in librerie ore ed ore e ci tortura con discorsi senza senso. Non mi lascia mai lavorare e mi dice: «Ma tu lavori sempre?».Fra tutti è quello che reggo di meno.
*      Paolino: un ragazzo andicappato che spunta a tutte le ore del giorno, saluta e se ne va. Dopo un quarto d’ora rientra, saluta e se ne va. Così per tutto il giorno.
Gli altri sono personaggi occasionali, comunque mi hanno detto che con il caldo spuntano altri pazzi abituali… staremo a vedere!
Suryella @ 09:04 | commenti: commenti (3)(popup)

Il racconto di WuMing2

Archiviato il domenica, 27 maggio 2007 in: concorsi, vincitori

Il racconto di WuMing2

5:30
E' un pò di tempo che dormo poco.
Anzi, è un pò di tempo che non dormo nemmeno più, nel mio lavoro dormire è un lusso che non ci si può permettere, bisogna sempre stare vigili e reattivi, perchè non si sa mai quando arriva il momento di agire o di scappare.
Mi rigiro nel letto, ho caldo, mi sembra di avere un TERMOSIFONE al posto del cuscino.
Lei è lì, sdraiata su un fianco, bianca e bellissima, il suo seno nudo fa capolino sotto le lenzuola.
E' un angelo.
E' un angelo dal destino maledetto.
Mi viene in mente la prima volta in cui la vidi dal vivo, era seduta su una panchina in piazza e mangiava distrattamente una tavoletta di CIOCCOLATA, assorta nei suoi pensieri, la riconobbi all'istante, ma non potevo commettere errori, nel mio lavoro gli errori si pagano molto cari, così tirai fuori la fotografia dal PORTAFOGLI e la riguardai per l'ennesima volta, nessun dubbio, era proprio lei, Sonia Di Lauro, la figlia del boss Carmine Di Lauro.
Un lavoretto semplice, sono state queste le parole usate da chi mi ha assunto.
Semplice.
Già, nel mio lavoro, una volta annulati i sentimenti, eliminate le emozioni, tutto diventa semplice, automatico, meccanico.
Non chiedo nemmeno più il motivo ormai, non mi interessa più, all'inizio ero curioso, volevo sapere chi fosse il bersaglio, cosa aveva fatto, qual era la sua colpa, ma ora no, non mi interessa più niente, ho solo due semplici regole. Pagamento in anticipo e niente bambini, per il resto non faccio domande.
8:30
Lo sguardo mi cade sullo stereo, c'è finito sopra un suo CALZINO, quello con winnie the pooh, quello per cui la prendevo sempre in giro.
Lei dorme ancora.
Ormai ha spinto le lenzuola in fondo al letto ed è rimasta completamente nuda, con un raggio di sole che filtrando dalle persiane le bacia le braccia, quelle braccia che solo poche ore prima mi stringevano mentre morivo dentro di lei.
A volte penso che il destino si prenda gioco di me, anzi, forse non è nemmeno più un gioco, è una punizione.
Sì, forse questo è il mio castigo, la mia nemesi.
In questi anni di lavoro ho trafitto centinaia di cuori, miravo e zac, colpivo senza la minima esitazione, ma ora il cuore che presto avrebbe sanguinato era il mio, ne ero certo, avrebbe cominciato nell'attimo esatto in cui avrei portato a termine il mio lavoro.
Insieme a lei sarei morto anche io.
10:00
Sento un PALLONE che sbatte contro un muro, sento le urla dei ragazzi che imprecano per un gol sbagliato, ritorno con la mente a quando ero più giovane, a quando credevo che nel mio futuro ci sarebbero stati l'amore, una famiglia, dei figli, quando ancora ignoravo che invece sarei stato solo, sempre e per sempre, solo con i miei fantasmi e i miei incubi.
Ormai mi era chiaro, avevo commesso un errore, forse il più grande che un killer possa fare, mi ero innamorato, mi ero innamorato di un mio bersaglio e questo mi avrebbe messo nei guai.
Avrei perso in ogni caso, perché non sempre si riesce ad annullare i sentimenti, ad eliminare le emozioni e allora niente rimane semplice, tutto diventa terribilmente complicato o lei o la mia vita, ma in questo caso le cose coincidono, perciò c'è solo una cosa da fare, la MATITA nella mia mano quasi scrive da sola, sul foglio una sola parola...
"Addio"
10:30
Guardo, la finestra dalla starda, vedo un ombra che si muove.
Si è svegliata, ma quando leggerà, quando capirà, probabilmente io sarò già lontano, in sella alla mia moto, con nuovi bersagli da colpire e nuovi fantasmi da cui scappare.

Suryella @ 08:00 | commenti: commenti (7)(popup)

Il racconto di Feowyn

Archiviato il sabato, 26 maggio 2007 in: concorsi, vincitori

Il racconto di Feowyn

Nella piccola e polverosa soffitta non aveva neanche un termosifone per potersi scaldare. Ma questo per lui non era la cosa peggiore. Neanche la solitudine lo spaventava più di tanto. Le sue opere migliori erano figlie del silenzio.
Gli rimaneva solo un pezzettino della sua vecchia matita, la sua unica compagna in quella vita di stenti. Ripensando al passato un sorriso amaro nasceva dalle sue labbra sottili. Non era mai stato più felice. Sua moglie in cucina nella loro bella casa di campagna, i figli che giocavano con un vecchio pallone di cuoio nel grande cortile, quell’odore di pulito che emanava il bucato appena fatto.
“Tesoro vai a stendere la roba intanto che finisco di preparare la cena”
“Certo cara”
Lui che stendeva i calzini. Chissà perché si ricordava i calzini… Di tutti i capi lui si ricordava quello più piccolo. Forse la causa di questo ricordo così nitido erano i suoi piedi nudi. Quei bei calzini colorati ora non esistono più. Solo la sua pelle, nuda.
Dai piani sottostanti iniziò a riecheggiare un’aria lirica. Ma non riusciva a capire quale. Eppure una volta era stato un esperto. Uno dei migliori al mondo. Si guardò le sue mani di pianista, rovinate dal freddo. E si mise a piangere. Calde lacrime gli bagnavano il viso ripensando al suo amato pianoforte, ai teatri che aveva visto, a quella paura mista all’eccitazione che si prova dietro un sipario nell’attesa di iniziare ad esibirsi.
Ma come gli era potuto succedere? Non riusciva a spiegarselo. Nessuno gli era rimasto accanto. La moglie quando aveva capito che stava arrivando l’inizio della fine lo aveva abbandonato portandosi via anche i figli. Inizialmente non capiva perché i suoi figli non lo avessero cercato. Erano molto legati, lui, Eloise e Nicolas. Poi l’amara verità era emersa. Un giorno per strada aveva incontrato suo figlio. Com’era diventato grande. E bello. Un manager d’azienda. “Figliolo non mi riconosci? Sono tuo padre!” “Signore mio padre è morto quando avevo sei anni…”
Morto… gli aveva detto che era morto… Intanto degli applausi scroscianti chiudevano la rappresentazione di quella serata. A Parigi il Teatro dell’Opera era sempre pieno. Soprattutto sotto le feste.
Qualcuno bussò alla porta della soffitta. Non chiese neanche chi era. Lo sapeva già.
“Monsieur?”
“Entra Armand.”
“E non chiamarmi più Monsieur” gli disse sorridendo.
Armand era il custode. L’unico amico che gli era rimasto. Così gentile, buono e premuroso. Aveva una moglie splendida. Ormai erano loro la sua famiglia. Spesso gli aprivano la loro casa, un piccolo appartamento nel Quartiere Latino che sapeva di lavanda. Gli permettevano di farsi un bagno, lo facevano cenare li con loro e la piccola Sophie. Era una bambina meravigliosa. Sembrava una bambola di porcellana.
“Vi ho portato la cena. Julie vi ha preparato delle polpette buonissime”
“Tu e tua moglie siete la prova che un dio esiste”
“E vi ho anche portato una barretta di cioccolata. Questa sera purtroppo siamo fuori. C’è la recita della piccola. Però da domani vi vogliamo a casa nostra.”
“Armand non posso accettare”
“Infatti. Dovete accettare”
Si mise a ridere. Era più testardo di un mulo. Quando Armand se ne andò, prese il suo portafogli. Era stato un regalo di sua moglie. Del primo Natale che passavano insieme da sposati. Dentro non c’erano soldi, ma solo dei ricordi carichi di amarezza e malinconia.

Suryella @ 14:53 | commenti: commenti (7)(popup)

and the winners are...

Archiviato il sabato, 26 maggio 2007 in: concorsi, vincitori

And the winners are...

Incredibile, abbiamo due primi posti! A pari merito con una media di 4,375 vincono la prima sfida letteraria...

rullo di tamburi...

Feowyn & WuMing2

Ringrazio tutti per aver partecipato e per aver votato. Complimenti ai due vincitori. I prossimi due post sono dedicati a loro ed ai racconti che hanno scritto.

Suryella @ 14:44 | commenti: commenti (13)(popup)

Anche io lavoro!

Archiviato il lunedì, 21 maggio 2007 in: qualcosa di me

Anche io ho un lavoro!

Scusatemi se in questi ultimi tre giorni non sono stata molto presente, ma ho dovuto sbrigare un po' di cose. Ci sono grandi novità Ho trovato lavoro, o meglio, ho trovato due lavori... e poi dicono che in Sicilia non ci sono possibilità!

Lavoro n°1: si tratta di un lavoro a progetto. Devo occuparmi di rivedere parte (circa 600 pagine) di una nuova enciclopedia dei comuni d'Italia e, sccessivamente, occuparmi anche della correzione di bozze. Il mio nome comparirà tra i redattori dell'opera!!! Ho già iniziato, ma è un lavoro molto difficile, spero di essere in grado di farlo come si deve.

Lavoro n°2: sono stata assunta a tempo pieno... indovinate un po' dove? Ma naturalmente in una libreria! Cosa posso volere di più dalla vita? Due lavori che mi piacciono. In libreria inizio domani, oggi ho il giorno di riposo e quindi mi dedico al lavoro numero uno. Non è fantastico tutto questo? Così posso anche tenervi aggiornati sulle nuove uscite! Non vedo l'ora di cominciare!

Be', tutto sommato non c'è male, la mia disoccupazione a conclusione degli studi è durata appena dieci giorni. Sono troppo contenta!

Suryella @ 07:34 | commenti: commenti (20)(popup)

scadenza consegna racconti

Archiviato il lunedì, 21 maggio 2007 in: concorsi
21 maggio!
 
Ieri notte è scaduto il termine massimo per la consegna dei racconti del primo concorso letterario di questo blog!
Ricapitolando… hanno presentato il loro racconti:
 
Vici-G, Vici, pathosincerto, VICHY88, saulle, iivvyy, scrofa, primoangelo, Amarillide, urlonelsilenzio, FEOWYN, anara, nuovimondi, Kalinktales, Loveismylife, Fgiampietro, Michelangelo, WuMing2, Pinch, Esther, Ciakkarella, Mc, Regyna, Feffa, Il mondo di greta,scmffxs, Silvya83
 
Ancora cinque giorni per votare i racconti e decretare il vincitore. Chi vincerà oltre alla gloria vedrà pubblicato il suo racconto in un post tutto suo all’interno del blog! Non è un grande premio, ma sempre meglio di niente. Preparatevi perché fra qualche giorno su questi schermi avrà luogo una nuova e avvincente sfida (Preferite scrivere un altro racconto con la stessa tecnica o “provare qualcosa di nuovo”? Rispondete qui così mi organizzo).
 
Aspetto le votazioni, mi raccomando!
Suryella @ 07:24 | commenti: commenti (5)(popup)

Flatlandia -- Edwin Abbot Abbot

Archiviato il giovedì, 17 maggio 2007 in: libri, edwin a abbot

 

Eccomi ancora una volta. Questo coomento doveva essere dedicato al Libro di Veronesi, ma non l'ho ancora finito perché ho avuto un paio di giornate molto piene. Ho però deciso di raccontarvi di un altro libro letto qualche mese fa: Flatlandia di Edwin Abbot Abbot.

Questo libro mi è stato imposto -- più che consigliato -- da Simone Barillari, che con i suoi modi gentili è riuscito a farmi sentire un'ignorante: "Ma questo è un classico, non puoi non conoscerlo, è una vergogna". L'unico modo per porre rimedio all'accaduto era quello di correre in libreria e iniziare al più presto la lettura. E così ho fatto.

Si tratta di un libro particolarmente indicato per chi ama la matematica e la geometria, ma può essere letto da chiuque con semplicità e permette di avere una nuova visione della tridimensionalità... la bidimensionalità!

Bidimensionale è il regno di flatlandia (flat = piano), un microcosmo abitato da figure geometriche, dalle più semplici, alle più perfette, i cerchi.

           

Le case di Flatlandia                         Una donna                I soldati

     

               Un borghese                  Un professionista                          Un aristocratico

        Un sacerdote

Il narratore è un quadrato, che cerca di descrivere il suo mondo, basato su una forte gerarchizzazione e sulla marginalità del ruolo delle donne. In questo risiede la critica/satira nei confronti della società contemporanea all'autore, quella vittoriana.

Non appena il lettore inizia ad abituarsi alle due dimensioni di Flatlandia, ecco apparire una sfera in tutta la sua tridimensionalità, che cerca di istruire il nostro quadrato sulla terza dimensione. La comparsa della sfera permetterà al quadrato di vedere il mondo da una prospettiva diversa e di supporre l'esistenza di mondi a più dimensioni.

C'è anche un altro mondo, quello unidimensionale, Linealandia:

Non vi dico altro se non che è un libro originalissimo, molto piacevole e assolutamente da leggere. Un ottimo acquisto!

 

 

Suryella @ 07:45 | commenti: commenti (8)(popup)

Consigli per gli acquisti

Archiviato il martedì, 15 maggio 2007 in: libri, consigli per gli acquisti

Molti di voi mi lasciano messaggi in privato in cui mi indicano libri che devo assolutamente leggere, altri mi danno dei consigli di lettura nei vari post. Allora ho pensato: perché non creare un post ad hoc dove ognuno può suggerire a me e agli altri delle letture interessanti?

Sarebbe bello non limitarsi ad indicare autore e titolo, ma dare qualche informazione in più, per esempio casa editrice, prezzo, e indicazioni sul contenuto del libro -- in sostanza -- di cosa parla. Se volete, potete scrivere la trama, ma NON rivelate il finale!!!

Potete anche chiedere consigli su libri che vorreste leggere o su un autore o un'opera con caratteristiche precise, per farsi e fare ad altri un bel regalo.

Insomma, una specie di libreria virtuale dove tutti siamo acquirenti e commessi.

Suryella @ 07:21 | commenti: commenti (11)(popup)

Il sesso delle ciliegie -- Jeanette Winterson

Archiviato il lunedì, 14 maggio 2007 in: libri, jeanette winterson

 

Non so se siete stati abbastanza attenti... sabato ho modificato la mia lista dei libri da leggere perché ho finito Il sesso delle ciliegie di Jeanette Winterson. Nella bandella del libro c'è scritto:

Gioiello narrativo all'incrocio tra storia, fiaba e mito, Il sesso delle ciliegie inizia al tempo di re Carlo II, in una Londra assediata dalla peste. Da lì Jordan, che vive assieme ad un'enigmatica figura materna, decide di mettersi in viaggio per conoscere il mondo. Quello che scoprirà è che l'unico limite all'avventura umana risiede nella forza dell'immaginazione...Capolavoro affascinante che mescola il gusto orientale della fiabe e la tradizione filosofica occidentale, Il sesso delle ciliegie consacra definitivamente Jeanette Winterson -- già autrice di libri di culto quali Non ci sono solo le arance e Scritto sul corpo -- come una delle più originali narratrici inglesi contemporanee.

Naturalmente la Mondadori deve vendere il libro e quindi parla di gioiello narrativo e di capolavoro affascinante. Inoltre rientra tra l'elenco dei "1001 libri da leggere prima di morire" dell'omonimo libro. Mah. Per me non è brutto, ma non è neanche tutta questa gran cosa. Darei un 6 ma non di più. L'autrice ha senza dubbio molta fantasia, però proprio questo richiede una lettura attenta. Il narratore, nonché protagonista, cambia continuamente e senza alcun preavviso. Mentre leggo mi accorgo del passaggio solamente perché il verbo dal maschile passa al femminile. Forse l'ho letto io un po' distrattamente, ma mi sono accorta di questa strategia solo dopo una ventina di pagine.

Voi vi chiederete: Ma di che cosa parla il libro? Ecco, questo è un altro problema, la trama c'è, ma si perde nelle singole vicende. In sostanza c'è una signora gigantesca che alleva cani e un giorno trova vicino a un fiume un bambino e lo cresce come se fosse suo figlio. Lo chiama Jordan, come il fiume, e poi se ne pente perché secondo lei è in parte dovuto a questo nome se il bambino, cresciuto, lascia la propria casa per vivere l'avventura. Questa donna grossa e grassa è temuta da tutti, uccide gente con una grande facilità. La sua prima vittima è stata il padre. Il periodo storico in cui si svolge la vicenda, come si evince dalla bandella, è il 1600. Ma nell'ultima parte si arriva ai giorni nostri. Che altro dire... ci sono molte scene di sesso, alcune assurde, alle quali davvero non avevo mai pensato, c'è una forte critica della religione  e della politica del tempo passato e di quello attuale, alcune descrizioni e similitudini sono molto interessanti. Tutto qui.

Spero che Amarillide legga questo post, visto che proprio lei mi aveva suggerito di iniziare a leggere Il sesso delle ciliegie, così le facevo sapere se mi piaceva visto che voleva comprarlo.

Ah, ieri ho iniziato Gli sfiorati di Sandro Veronesi, (spero) fra un paio di giorni un post sul libro.

Suryella @ 10:11 | commenti: commenti (4)(popup)

Vi propongo una sfida

Archiviato il giovedì, 10 maggio 2007 in: concorsi

Premessa: Quando ero piccola, ma proprio piccola (avevo sei anni), ero bravissima a scrivere (ora non scrivo più, mi limito a leggere) e la maestra non sapeva più cosa farmi fare, allora mi assegnavo un compito da sola che facevo tutti i giorni. Era molto semplice, decidevo cinque/sei parole e cercavo di inventare una storia o una poesia con queste parole. Visto che voi blogger scrivete perchè volete essere letti e perché molti di voi sognano di essere pubblicati, lancio un bando, magari qualcuno resta colpito da quello che scrivete.

Bando: dovete scrivere un racconto o una poesia (se qualcuno è in grado anche una barzelletta va bene!) utilizzando le seguenti parole (cioè le prime che mi vengono in mente!): cioccolata, pallone, matita, portafogli, calzino, termosifone (della serie... ho dato un'occhiata a cosa ho lasciato in giro nella mia stanza -- il termosifone è l'unico oggetto al suo posto). Le parole-chiave devono essere evidenziate in qualche modo (sottolineate, in grassetto, in MAIUSCOLO... vedete un po' voi). Ogni passante dal mio blog può dare un voto da 1 a 5 ad ogni scritto. Chi vince avrà la gloria... Ho fissato la scadenza (guardate sotto).

Dichiaro aperta la sfida!!!

 


N.B. visto che me l'avete chiesto in tanti...

I racconti vanno pubblicati nei commenti, siete tutti invitati a votare, anche e soprattutto gli stessi partecipanti. Se preferite, potete dare il punteggio anche a  un racconto alla volta, in pubblico o in privato, io li raccolgo e faccio la media. Cercate di votarli tutti cosicché ognuno abbia lo stesso numero di votanti. Se ci sono altre domande fate pure, risponderò direttamente in questo spazio.


 

Udite udite... importantissimo! Accettato il consiglio di Cosimopiovasco

La sfida letteraria va avanti, molti stanno partecipando e altrettanti stanno valutando. Ma che valutate, buttatevi! Come mi ha fatto notare ScatterHead, la mancanza di scadenze ritarda l'arrivo dei racconti e gli ultimi a scrivere sono svantaggiati perché vengono letti di meno. Ho quindi deciso di fissare una scadenza per la consegna dei racconti il 20 maggio e una scadenza per le votazioni, il 25 maggio. L'ideale sarebbe che ognuno votasse tutti gli altri, ma mi rendo conto che non tutti leggono tutto o vogliono votare tutti.

Ho trovato una soluzione anche per questo, provo a spiegarvela, se non capite... fidatevi! Raccolgo i voti in ordine di arrivo e -- per far sì che tutti abbiano lo stesso numero di giudizi -- alla scadenza (25 maggio) non è detto che tutti i voti verranno considerati validi. Faccio un esempio così è più facile. Se Pincopallo, che è stato il primo a inserire il suo racconto, riceve 100 voti e Marameo, che è stato l'ultimo, ne riceve solo 50, io considerò i primi 50 voti di Pincopallo e tutti i 50 di Marameo, cosicché ognuno abbia lo stesso trattamento. Quindi, cercate di votare tutti e presto così i vostri voti non saranno annullati. Scusate per questa scelta, ma la ritengo la soluzione migliore

 

Al momento sono stati pubblicati 27 racconti *

l'ultimo racconto pubblicato è di sylvia83

*in continuo aggiornamento

 

Visto che sono in pochi a votare tutti il metodo barrato verrà sostituito con il calcolo della media. Scusate i continui cambi, ma -- come vedete -- ascolto i vostri consigli e se li ritengo validi faccio il possibile per migliorare la situazione. Per il prossimo concorso, data l'esperienza, cercherò di commettere meno errori! Vogliate perdonarmi!
Suryella @ 17:28 | commenti: commenti (109)(popup)

Erlend Loe - Naif.Super

Archiviato il giovedì, 10 maggio 2007 in: libri, erlend loe

Ehm... scusate ma sono un po' indietro con le letture. Ieri ho iniziato Il sesso delle ciliegie di Jeanette Winterson e, nell'attesa che concluda la lettura, vi parlo di un libro che ho scoperto per caso, acquistato perché era scontato del 50% e perché mi ispirava la copertina,letto qualche settimana fa. L'autore è un certo Erlend Loe e il libro si intitola Naif.Super.

Il termine Naif ha origini francesi e corrisponde all'italiano ingenuo, primitivo. Non penso che il protagonista sia un ingenuo, piuttosto mi sembra un ragazzo di venticinque anni come tanti altri, che la mattina del suo compleanno si sveglia e che decide che tutto quello che ha fatto sino a quel momento non è servito a nulla. Così molla tutto e ricomincia da zero. Compra un pallone, un banco giocattolo da falegname e inizia a leggere un libro sul sempo, sul suo scorrere e sulla sua relatività scientifica. Inizia anche a riflettere e a compilare una serie di elenchi che lo aiuteranno a riscoprire i valori del passato, quelli in cui credere nel presente, quelli da perseguire nel futuro.

Rimettere in discussione la propria vita e quelle che sino a un momento prima erano considerate delle certezze è qualcosa di destabilizzante, ma se accade è perché forse ci siamo illusi di aver trovato nella routine e nell'abitudin